Gli esami non finiscono mai, e così il bisogno di formazione. È stato pubblicato il secondo bando di Fondoprofessioni per la promozione della formazione continua a vantaggio degli studi professionali e delle aziende collegate. Si tratta di un totale di 3,25 milioni di euro erogabili per il 2006, raccolti dal Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale grazie al contributo dello 0,30% versato annualmente dagli aderenti. Da oggi, possono essere finanziati anche Piani formativi individuali: i destinatari di tali progetti potranno essere da 1 a 3 lavoratori dipendenti, anche se appartenenti a strutture che non hanno ancora versato il contributo.
“Si tratta di una novità di gran rilievo”, afferma Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni, “poiché vi è ora una possibilità di formazione anche per i dipendenti dei piccoli studi, che rappresentano una realtà importante del nostro Paese, in un contesto economico e normativo in continua evoluzione”. Lo stanziamento per questo tipo di progetti è di 300mila euro: il piano e il contributo erogato da Fondoprofessioni non potrà superare l’80% del costo sostenuto e rendicontato, per un massimo ad intervento di 3mila euro. Nato come organismo bilaterale di Confprofessioni, la confederazione che tutela gli interessi dei liberi professionisti come sindacato di categoria che riunisce 16 organizzazioni del settore (oltre 1,5 milioni di dipendenti, per un comparto di 4 milioni di operatori che aggrega il 12,5% del nostro Pil), il Fondo dallo scorso giugno ha già destinato 1,5 milioni di euro per sostenere 47 diversi progetti. Fra le altre novità di questa seconda iniziativa di aggiornamento a carattere sperimentale, l’eliminazione di una scadenza fissa per il bando 2006: si rischierebbe infatti di penalizzare aree professionali legate a stagionalità strutturali. Ogni Piano presentato verrà dunque esaminato e valorizzato nel dettaglio per la sua capacità di intervento e di soddisfazione del bisogno espresso, ricevendo il finanziamento nel caso soddisfi una serie di parametri che lo portino ad acquisire almeno 600 punti in una griglia valutativa di 1.100. Da quest’anno vi sarà inoltre un revisore accreditato per svolgere il controllo in itinere su ogni progetto, a garanzia di una più celere erogazione del finanziamento. L’occasione è ghiotta, poiché consente di usufruire di moderni percorsi formativi anche a realtà sottodimensionate e con scarse risorse: per approfittarne, occorre affidarsi ad un Ente attuatore che presenti un progetto (in ambito aziendale, settoriale o territoriale), che verrà vagliato anche in base ad “assi formativi”, espressione delle priorità di indirizzo suggerite dalle parti sociali per il progresso delle varie aree produttive. (Repubblica.it)