Nessun giudizio critico verrà espresso dal formatore a chiusura di una attività. Semmai aiuterà i corsisti a visualizzare un concetto attraverso la metafora. Questo è il “Vangelo” della formazione outdoor, che non significa solo fuori dalle aule. Outdoor è uno stato emotivo di liberazione, lontano dal clima aziendale e dai ruoli, dove si può rischiare qualcosa in più per farsi scoprire dal punto di vista umano. I trainers sono tutti professionisti e la sicurezza operativa è elemento di distinzione per il loro lavoro. Il gioco è un elemento di aggregazione, ma anche è un veicolo formativo attraverso il quale si facilita l’apprendimento.
Anche per gli adulti è indispensabile sperimentare nuove forme di socializzazione. Attraverso la risoluzione di problemi il gruppo trova un suo affiatamento, migliora la comunicazione e si riscopre la fiducia nel partner di lavoro. Le persone vivono situazioni concrete che richiedono nuovi cambiamenti e superamento di alcuni limiti. In seguito sono chiamate a riflettere su cosa hanno fatto, sui risultati ottenuti e su quanto hanno appreso. Nei programmi outdoor è protagonista l’esperienza, spesso insolita trasformando il gioco in una scoperta ed in un’occasione di rivincita per coloro che non sono abituati ad accettare le sfide. L’attenzione del formatore in genere è sul gruppo con le sue dinamiche culturali ed antropologiche. I temi sono la leadership, la comunicazione, l’atteggiamento strategico nell’uso delle risorse. Il gruppo è destrutturato, senza capi e a volte per questo soffre per organizzarsi. Automaticamente si assumono ruoli e comportamenti tipici della nostra personalità favorendo o mettendo in difficoltà le relazioni interpersonali. Outdoor training non è la realtà, ma una palestra e come tutti i giochi finisce prima o poi. Vale la pena lasciarsi andare e perseguire il proprio successo con lo spirito del “cercatore”. Leonardo Frontani su Connecting-Managers
Novembre 17, 2008 at 1:10 pm
Interessante sviluppare la leadership, la comunicazione, l’atteggiamento strategico attraverso l’outdoor training.
Novembre 17, 2008 at 1:12 pm
Assolutamente daccordo!