Ci muoviamo nello scenario economico moderno, che viaggia ormai a ritmi frenetici, nel quale il cambiamento è diventato un imperativo per le aziende che intendono rimanere competitive sul mercato. I fattori critici nelle organizzazioni quali inerzia, paura, incompetenza, frapponendosi alla realizzazione del cambiamento e dell’innovazione, possono ostacolare i processi di rinnovamento sia a livello culturale che produttivo. L’azienda abbraccia con ispirazione l’educazione al cambiamento, ma poi cerca strumenti di condivisione all’interno, dove costantemente si rileva una resistenza a tale policy.

Seriamente va colta la presenza in azienda di una netta spaccatura tra giovani e meno giovani con background culturali diversi. Innestare il cambiamento in un clima di diversità marcata, può essere anche pericoloso, rischiando di lasciare indietro i più anziani, portatori della memoria storica dell’impresa e quindi risorsa primaria per la stessa. Per sdrammatizzare una situazione di conflitto generazionale, che si trasforma facilmente in conflitto professionale e diseconomia per l’azienda, suggeriamo una dimensione alternativa all’approccio formativo classico sul cambiamento.

A volte il management guarda solo agli obiettivi e non si cura di creare uno spirito di gruppo. Se ci sono cose nuove da fare le assegna ai giovani da cui si aspettano un impegno immediato. I “vecchi” sono un po’ trascurati in quanto a volte le loro motivazioni non coincidono con il contesto in cui vive l’azienda. Nella migliore delle ipotesi vengono imposti corsi di formazione sul change management, come se si trattasse di apprendere una tecnica ad ogni livello aziendale. Crediamo che su questo argomento occorra una riflessione allo scopo di promuovere un percorso virtuoso esperenziale.

Al di là della generica accezione secondo la quale si apprende, facendo (learning by doing), crediamo che l’utilizzo parallelo di diverse tecniche abbia una maggiore efficacia sull’intelligenza emotiva dei partecipanti. Un percorso d’aula costruito su una metafora affascinante, può trovare un rinforzo efficace nel ricorso a spezzoni di film attinenti all’argomento; un momento importante di team game strumentalmente adottati dalle tecniche outdoor può essere migliorato con una serie di attività creative legate all’arte e alle tecniche di comunicazione teatrale. Insieme, queste metodologie possono fare la differenza creando le condizioni giuste per costruire un’idea Neosapiens; formazione come ispirazione.

Nelle aziende in cui esiste una spiccata diversità culturale, lo staff più anziano portatore di esperienza, è fondamentale per le forze più giovani che investite da nuove motivazioni sono in grado di dare al sistema un ulteriore stimolo al miglioramento. I “vecchi” devono imparare ad accettare il cambiamento poiché come una glaciazione non può essere fermato. I giovani dovrebbero ridimensionarsi ed accogliere con interesse ciò che proviene da lontano ed è frutto di esperienza professionale ed emotiva. Obiettivo, dimenticare il concetto d’indipendenza professionale per sviluppare quello di interdipendenza nella quale la performance del singolo è solo un’espressione del buon lavoro di un gruppo di successo.

Uno strumento di selce è stato tale per un milione di anni. Certamente fu un gruppo ben definito a scoprirlo, ed in seguito ognuno, ha immaginato miglioramenti e specializzazioni per quel manufatto. Se ogni volta si fosse buttato via tutto, il nostro sviluppo sarebbe stato un successo limitato. L’era della parola scritta presto si esaurirà e la rete consentirà a tutti di accedere ad un know-how una volta esclusivo. Chi è portatore di esperienza avrà una marcia in più poiché quest’ultima non è solo un manuale di nozioni, ma soprattutto un florilegio di emozioni che giustamente vanno provate nel proprio lavoro. Chi per motivi generazionali, si sente di appartenere all’era dell’accesso, e quindi naturalmente orientato alla velocità dell’informazione si ricordi dei saggi e degli sciamani portatori di conoscenza che hanno consentito a Sapiens di sopravvivere. A quei saggi ci ispiriamo con l’augurio che le nuove generazioni sappiano stupirci per velocità e capacità di percezione del mondo. Non occorre cambiare le persone per modificarne i comportamenti (Castiglioni) semmai occorre riscoprire il valore dell’ispirazione. (Leonardo Frontani)