Si è scritto e detto tanto sulla forza delle motivazioni. È un concetto quasi sportivo quello che c’insegna a concepire la vita come una gara da affrontare alla massima espressione. Nella vita privata così come in quella professionale la forza delle idee trova energia quando esistono passioni ed obiettivi. Daniela Pierucci, responsabile Gestione e Sviluppo della KPMG Advisory, società di alta consulenza, commenta il vecchio assunto che “volere è potere” anche in una grande impresa: “questa affermazione è in linea con la nostra policy che tende a premiare i talenti. Il nostro staff entra in azienda con grandi potenzialità ed alcuni, da stager, sono diventati partners KPMG. Apprezziamo un certo istinto imprenditoriale e comunque l’entusiasmo dei più giovani”.

Le posso chiedere anche cosa ritiene possa demotivare le persone e in qualche modo far diminuire la produttività?

Principalmente lo scarso interesse alla persona. Per potenziare le capacità dei nostri collaboratori, costruiamo quotidianamente, soprattutto nelle piccole cose, un sistema di relazioni che soddisfi le persone e le loro componenti emozionali.

Cosa significa avere maggiore attenzione per una squadra coesa piuttosto che per la performance individuale?

Abbiamo un basso turn-over rispetto ad altre società di consulenza. Da noi è il team a sostenere il singolo nei momenti in cui naturalmente si può avere un piccolo calo nelle proprie motivazioni.

Secondo lei cosa motiva maggiormente le persone in una grande impresa?

Un apprendimento e una crescita professionale continua. Un buon rapporto con il proprio capo, inteso come riconoscimento nei risultati e sprone; in questo modo si stimola la passione ed il piacere di fare con il risultato d’idee innovative e la conseguente soddisfazione dei clienti.

Ha mai letto un libro sulla motivazione. Quale suggerisce di leggere?

Amali o li perderai di K. Beverly e J.E. Sharon; ho trovato suggerimenti interessanti per trattenere in azienda i talenti rispettando gli aspetti emotivo relazionali del nostro lavoro.

Ha visto il film “La ricerca della felicità”? Pensa che una cosa del genere sia possibile in Italia?

Ho trovato la prima parte del film angosciante. Nessuno dovrebbe mai restare così solo al mondo ed impossibilitato a chiedere una mano. Nel nostro Paese avremmo trovato un po’ di conforto. D’altra parte, la riscossa del personaggio, mi sembra più aderente al sogno americano. Io credo che in Italia molte buone idee e attitudini personali, restino irrealizzate per indole di conservazione piuttosto che per sfiducia nel sistema.

La motivazione è un elemento chiave delle scelte professionali, perché è fonte di energia che stimola ad esercitare al meglio le proprie capacità, a superare limiti artificiali e a raggiungere gli obiettivi. La motivazione è tanto più forte, quanto più profondo è il valore che attribuiamo all’obiettivo da  raggiungere, pertanto consigliamo di sognare in abbondanza. È gratis e fa sentire bene. (Intervista a cura di Leonardo Frontani, pubblicata su Master Meeting)