“In futuro il ritmo del cambiamento non rallenterà; anzi, è molto probabile che nei prossimi decenni, nella maggior parte dei settori produttivi, la competizione subirà un’ulteriore accelerazione” (Kotter). È questa la notizia sconvolgente per quei manager ed imprenditori che affrontano il cambiamento soprattutto con l’energia, quotidianamente spesa in questo estenuante vogare in salita. Il bello è che l’energia c’è, avanziamo, a piccolissimi passi, ma con grande volontà. Questa grande energia impegnata, viene comunque sottratta al sistema. Ne risentono le relazioni non professionali, in parte la famiglia, a volte la nostra salute.
Si duplica a dismisura il virus della fretta e contagia anche chi sta vicino. Corriamo, corriamo sempre. Sei appena rientrato e devi correre in palestra. Ti siedi sul bracciolo del divano con la borsa della palestra in mano (non hai nemmeno il coraggio di lasciarla a terra) e ti lasci carezzare dalle immagini di un documentario e la tua mogliettina ti ricorda prontamente che stai facendo tardi in palestra. Arrivi in palestra con 25 minuti di anticipo e ti siedi silenzioso nello spogliatoio a riflettere: non ti ricordi più su cosa dovresti riflettere; così ti chiedi perché sei arrivato così presto e pensi che avresti potuto guardare quel documentario o magari lavorare un po’ di più.
La vita del Crociato da Cambiamento è dura, piena e logorante. Le soddisfazioni arrivano, ma il prezzo è altissimo: mangiamo e quasi mai ricordiamo cosa; leggiamo un libro e dimentichiamo la storia. Abbiamo qualche difficoltà a memorizzare i nomi delle persone, perdiamo la voglia di organizzare le vacanze, dormiamo volentieri nel week-end e ascoltiamo 10 notiziari al giorno e guardiamo le previsioni del tempo su tre canali per avere una visione più completa delle dinamiche planetarie.
Questa Crociata ci sta distruggendo e il senso dell’urgenza del cambiamento è una spirale emotiva più che una vera necessità professionale. È questo per l’imprenditore ed il manager il momento di creare la “coalizione di governo” della sua azienda, esternalizzando le problematiche operative. Ciò significa sviluppare con grande cura la visione e la strategia e riuscire a condividerla con tutti i collaboratori così da comunicare la visione del cambiamento.
Sarà in seguito opportuno e grandioso conferire potere ai dipendenti e lasciare che generino successi a breve termine sempre celebrati da tutto il team. L’energico Crociato, potrà così riscoprire il sapore della pizza bianca con la mortadella e della birra, seduto in un parco pubblico ad osservare il mondo che cambia, senza preoccuparsi di non riuscire a salire su questa giostra impazzita. La corrispondenza tra cambiamento e progresso è da mettere fortemente in discussione, dato che il cambiamento può essere positivo e negativo, regressivo o progressivo, costruttivo o distruttivo; certamente è un processo inevitabile, ma di cui dobbiamo cercare di comprendere le regole per poi imparare ad infrangerle con soddisfazione. Leonardo Frontani