Si è svolta presso la nuova sede direzionale di Unipol Banca, a Bologna, la Tavola Rotonda dedicata al “Rapporto tra etica ed impresa”, promossa congiuntamente da Legacoop Emilia Romagna, dal Gruppo Unipol e da Impronta Etica.
Il confronto è stato aperto da Patrizio Bianchi, rettore dell’Università di Ferrara, che ha sottolineato l’importanza dell’aderenza a sistemi valoriali forti per la tenuta delle associazioni complesse, dalle imprese alle nazioni, nelle fasi di grandi cambiamenti, come quelli in atto oggi a livello mondiale. Lo stesso tema, è stato riproposto da Paolo Cattabiani, Presidente di Legacoop Emilia Romagna, e nell’occasione coordinatore della discussione, in chiave cooperativa, agli altri partecipanti. Una compromissione che il Presidente della Camera di Commercio di Bologna, Giancarlo Sangalli, si è chiesto non sia causata da una parte consistente della classe dirigente economica che “dibatte molto bene di etica, ma pratica spesso male”. Nella provincia di Bologna, secondo Sangalli, una visione etica da parte delle imprese si è affermata e si è tradotta in un più sereno ed equilibrato rapporto tra le parti sociali, ben interpretato dalle associazioni di rappresentanza. Nel rapporto Etica ed Impresa la Cooperazione, ha concluso Sangalli, rappresenta un paradigma valoriale di grande interesse per il mercato, del quale, altri, al contrario, fanno scempio.
Un paradigma valoriale condiviso da Paolo Cattabiani, che ha ricordato come la Cooperazione sia impegnata, in un momento della sua attività influenzato da grandi cambiamenti culturali, sociali ed economici, a riproporre e a vigilare perché nel comportamento delle imprese cooperative e dei loro dirigenti si rintracci sempre la coerenza con la funzione sociale della Cooperazione.
Argomento ripreso da Pier Luigi Stefanini, Presidente del Gruppo Unipol, che, in un breve intervento, ha sottolineato l’esigenza di compiere uno sforzo per superare le apparenti antinomie tra sviluppo dell’impresa e sua funzione sociale, per raggiungere un equilibrio più stabile e duraturo nei rapporti col mercato e con i consumatori. “Tra una concezione ragionieristica che bada solo ai conti, o assistenziale che propugna solo diritti – ha detto Stefanini - deve affermarsi una nuova idea di sviluppo che attribuisce all’impresa il compito fondamentale di creare ricchezza sociale e di mantenere, così, un aggancio etico fondamentale con la propria funzionale. Per il Gruppo Unipol la piccola e media impresa, il mondo del lavoro e quello della Cooperazione costituiscono i riferimenti non solo economici ma anche valoriali grazie ai quali l’attività di servizio, anche quella che si avvale degli strumenti finanziari più sofisticati, può conservare la sua originaria identità”. (Estense.com)