Il rispetto dell’ambiente e i principi di sviluppo sostenibile sono, oggi più che mai, all’ordine del giorno. La terra subisce passivamente gli effetti di uno sconsiderato consumismo degli individui e l’uomo rincorre metodologie ed attività che limitino il più possibile i danni che lui stesso ha creato e continua a creare. L’ambiente è una risorsa che bisogna preservare per il mantenimento della nostra stessa vita. Questa emergenza ha fatto scaturire la presa di coscienza delle istituzioni che oggi prendono decisioni al fine di operare coniugando la sostenibilità. A tal proposito si sono prodotti diversi accordi e normative legislative di carattere internazionale.
Tutto questo porta le società ad evolvere, modificando i propri modi di vivere e le opportunità offerte. Le aziende devono adeguare, sempre più, i propri metodi di produzione ai nuovi standard qualitativi. Per riuscire nel proprio intento necessitano di professionisti da collocare in un ruolo strategico dove essi devono essere in grado di far convergere la produzione aziendale con il rispetto dell’ambiente.
Si tratta del green manager, fondamentale per conseguire gli obiettivi fissati per il 2012 con il protocollo di Kyoto, ma anche per il futuro, che ormai non è più così lontano. Questa figura professionale è ricoperta da un esperto di ambiente, il quale conosce bene, sia gli aspetti normativi, che le novità in fatto di energie rinnovabile, verso cui dobbiamo rivolgere la nostra attenzione. Sebbene la terra dispone di molto petrolio, esso è destinato a finire. È necessario cambiare strutturalmente il modello di produzione utilizzando sempre più energie pulite.
Il compito fondamentale di un green manager è quello di scegliere le soluzioni più adatte per mantenere viva la produzione aziendale, senza che essa si ripercuota negativamente sul contesto territoriale; tutto questo sulla base dei sistemi di gestione ambientale (SGA), rispettando gli standard qualitativi imposti dalle eventuali certificazioni conseguite: EMAS ed ISO14001.
Questo significa che il green manager deve mantenere costanti legami con i vari settori aziendali: acquisti, marketing, logistica ed altri. Un suo ulteriore suo obiettivo è quello di diffondere la cultura verde, vale a dire, sensibilizzare i dipendenti alle tematiche ambientali modificando in loro gli atteggiamenti irrispettosi nei confronti di esso.
Il green manager deve inoltre trasformare la classica visione aziendale, con la quale si percepisce il rispetto per l’ambiente solo come
un costo, in una visione d’investimento che porterà un vantaggio competitivo in tutti i comparti.
Tra i vari green manager c’è anche chi si specializza prevalentemente nel settore degli acquisti e si occupa di acquistare in percentuale crescente prodotti e servizi “verdi”, cioè tutti quei prodotti, che rispetto ad altri, con la stessa funzione, hanno un minore effetto sull’ambiente e sulla saluta umana.
Sono le università e le scuole di alta formazione ad offrire master con i quali è possibile specializzarsi e divenire i green manager del futuro. Tra gli esempi più noti si può citare il master offerto dall’università di Perugia e dalla Strategies Business School. (Fabio Boccapianola per La Voce d’Italia)
Ottobre 25, 2007 at 10:00 am
Salve, sono laureata in Sc. Politiche, cosi su tematica ambientale, nonchè Tecnico dell’ambiente con specializzazione in Comunicazione e Marketing dell’ambiente. Non trovo uno straccio di lavoro nel settore…si parla tanto di green manager…ma sono io che non valgo, che non ho i titoli???Datemi una risposta in modo che possa capire e mettermi l’anima in pace.
Grazie