La gestione del tempo e il controllo dei tempi sono alla base di un’organizzazione aziendale efficace ed efficiente. Bisogna essere puntuali nelle relazioni esterne ed interne, nel rapporto con fornitori e clienti, nel management quotidiano. Un’attività imprenditoriale di successo deve poter dare fiducia e il primo aspetto da tenere presente riguarda necessariamente il rispetto dei tempi.
L’esempio di un corretto controllo dei tempi deve arrivare dalla componente che dirige l’azienda. Il tempo ha un ruolo chiave innanzi tutto nel rapporto con il personale. Il manager ha l’obbligo di essere puntuale nelle richieste e nelle comunicazioni. Ogni lavoro, oltre alle competenze e all’impegno, richiede una certa durata, stimabile e da rispettare nell’ordine delle priorità della vita aziendale. La giornata lavorativa si compone di un preciso numero di ore, che l’attività quotidiana di un dipendente non dovrebbe superare. Gli straordinari, come già indica la stessa parola, non possono essere la norma. Una sana gestione del lavoro implica un equilibrio tra le ore in azienda e l’attività da svolgere.
La gestione del tempo significa correttezza, solidità e presenza per una realtà aziendale. Indica efficienza e la capacità di potere affrontare al meglio un’eventuale situazione di crisi. È un insieme di ingranaggi funzionanti e ben coordinati. Non si può pensare di arrivare sempre col fiato sul collo per una deadline, una riunione o la presentazione di un progetto. La migliore condizione in cui lavorare è quella delle certezze e della consapevolezza delle proprie responsabilità, come azienda, come manager, come dipendente. Bisogna dare molto per poter pretendere altrettanto da tutte le componenti del sistema in cui ogni realtà imprenditoriale si muove. Nessuna parte è a sé, distaccata e solitaria. Il trascorrere e l’utilizzo del tempo è il battito che scandisce la vita aziendale sia nell’arco degli anni, dalla sua fondazione agli obiettivi futuri, sia in un singolo anno di attività, con entrate, uscite e risultati di produzione, ma anche giorno per giorno, dal primo caffé del mattino a quando si chiude la porta dell’ufficio. Chiara Ciardelli