Capita a volte improvvisamente. Viene in mente la soluzione di un problema sul quale vi stavate arrovellando da giorni o forse da settimane. Non possiamo fare a meno di chiederci: coma mai non ci avevo pensato prima? In momenti come questi abbiamo stabilito un contatto con il nostro spirito creativo. Uno “spirito sfuggente”, ispiratore di buone idee e, in molti casi, di vere e proprie illuminazioni. Ad ogni modo, lo spirito creativo, è senza dubbio qualcosa di più di una intuizione occasionale o di uno “sfoggio di eccentricità”.

Quando si mette all’opera esso anima tutto: una vita intera permeata dal desiderio di innovare, di esplorare nuovi percorsi, di realizzare sogni. Questo spirito è essenziale alla vita delle imprese e dei lavoratori. Oggi, infatti, l’innovazione è fondamentale. In questo mondo sempre più globalizzato e in fortissimo cambiamento, l’innovazione, incrementale o radicale, è quasi sempre necessaria per la salute delle imprese. L’innovazione, come sappiamo, è: la capacità di creare valore in modo diverso o migliore da quello dei propri concorrenti creando e applicando idee nuove. La creatività ne è, quindi, un ingrediente essenziale, anche se non unico.

La creatività è direttamente proporzionale al numero di idee diverse a cui si ha accesso, perché così viene più facilmente l’idea giusta per risolvere il proprio problema. Dobbiamo dire, inoltre, che le imprese, le persone, i lavoratori più sono aperti al mondo, alle idee diverse, più riescono a essere creative e innovative.

Kevin Roberts, che è capo del colosso dell’advertising Saatchi&Saatchi ha recentemente affermato con chiarezza che: “La creatività e l’innovazione sono le fondamenta della crescita. Sono delle capacità in grado di portare il futuro nel presente, cioè il momento nel quale vogliamo vivere”. In pratica, il vantaggio competitivo di un impresa, non viene più raggiunto tramite la riduzione dei costi o una forma di innovazione sostenibile. Invece si raggiungerà: attraverso l’invenzione, la genialità e la creatività, totalmente orientate all’esecuzione senza rallentamenti e l’attenzione al minimo dettaglio.

Certo sarà necessario trattare i lavoratori con rispetto per “spingerli” verso una forma di responsabilità individuale. In questo modo tendono ad emergere le soluzioni creative con una regolarità veramente interessante. In pratica i lavoratori possono così generare nuovi modi di comprendere la realtà e tramutarli in previsioni. Le previsioni vengono direttamente da una cultura della creatività, in cui le persone, siano ispirate a tentare cose nuove che non hanno mai osato prima. In parole povere a guardare le cose in un modo in cui non sono mai state guardate. In pratica a pensare in modo differente. La creatività è allora una costante sfida perché non sembrano esserci metodi per poterla raggiungere in modo sistematico.

Recentemente in merito alla creatività ho avuto modo di leggere questa definizione molto efficace: essere creativi è un po’ come cucinare uno stufato. La creatività ha tre ingredienti fondamentali – proprio come sono tre gli ingredienti di base necessari affinché uno stufato riesca davvero bene. L’ingrediente essenziale è l’esperienza in un area specifica, in altre parole l’expertise, le abilità di campo. Il secondo ingrediente dello stufato è: “La capacità di pensare in modo creativo” di accostarsi alla realtà in un modo che consenta di trovare possibilità nuove e di prevederne la completa esecuzione. Infine l’elemento davvero essenziale per cuocere lo “stufato creativo” è la passione. La passione la possiamo intendere come l’esigenza impellente di fare qualcosa per il semplice piacere di volerla fare e non per ricavarne un premio o un compenso.

Certo la creatività ha anche bisogno che la cultura d’impresa incoraggi l’espressione in un clima di tranquillità e di apertura mentale a quelle che a volte possono essere nuove idee “irritanti” e anche per certi versi “destabilizzanti”. La creatività impone tra l’altro che le persone e i lavoratori stabiliscano tra loro dei “legami forti”, formando team capaci di collaborare. Un team si distingue da un gruppo qualsiasi di persone perché condivide un compito, un allenamento o una preparazione, strategie e tattiche, visione del gioco, concordia sui risultati da raggiungere. Nel team l’individuo conserva tutto il suo valore, ma si integra necessariamente con gli altri in un rapporto win win (se mi muovo bene io, ti muovi meglio anche tu). Certo vi sono anche degli ostacoli alla creatività. Per esempio spesso vi è la tendenza a mantenere le abitudini. Troviamo a volte conformismo o preconcetti. Però l’orizzonte culturale dovrà essere un altro, con caratteristiche di: innovazione, creatività, marketing emozionale, pensiero laterale. Un orizzonte moderno che però abbia sempre al centro la persona. (Domenico Di Pietro per Newsbox)