Un altro passo verso la riorganizzazione del sistema di “Istruzione e Formazione Tecnica Superiore” (IFTS) è stato fatto. Dall’incontro politico tra le Organizzazione Sindacali confederali e di categoria sull’argomento sono uscite le linee generali del provvedimento legislativo che regolerà questa nuova tipologia di formazione post secondaria. La riorganizzazione si realizzerà progressivamente a partire dal triennio 2007-2009. Lo scopo è di consolidare e incrementare l’offerta di percorsi formativi che permettano a giovani e adulti di conseguire specializzazioni in ambito tecnico, nonché di rafforzare il ruolo degli istituti tecnici e professionali. La novità più importante è la costituzione degli ITS. 

Gli Istituti Tecnici Superiori (ITS) saranno il luogo della formazione per tutti quelli che vorranno conseguire un diploma  di specializzazione tecnica superiore. Per la definizione dei percorsi formativi e dei relativi titoli conferiti, sono state individuate 6 aree tecnologiche ritenute prioritarie. In base agli indirizzi nazionali di programmazione economica, servirebbero infatti tecnici specializzati in efficienza energetica, mobilità sostenibile, nuove tecnologie della vita, nuove tecnologie per il made in Italy, tecnologie innovative per i beni e le attività culturali, tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

La costituzione degli ITS dovrebbe concorrere alla diffusione della cultura scientifica e tecnologica, per cui l’Italia sembra essere fanalino di coda in Europa, nonché sostenere i processi di trasferimento tecnologico e rispondere ai fabbisogni formativi di piccole e medie imprese. Alla base della formazione di un ITS è necessario che ci siano almeno: un istituto di istruzione secondaria appartenente all’ordine tecnico o professionale che sarà l’Ente di riferimento; una struttura formativa accreditata dalla Regione per l’alta formazione; un’università; un’impresa del settore produttivo cui si riferisce l’ITS, non escludendo l’ipotesi dell’associazione di imprese; un organismo appartenente al sistema della ricerca scientifica e tecnologica.

Tutti questi organi dovranno costituirsi giuridicamente in una “Fondazione di partecipazione”. La natura non-profit di questo istituto giuridico dovrebbe agevolare la valorizzazione e l’integrazione delle risorse. Le candidature dovranno comunque essere presentate alle Regioni, cui spetta l’ultima parola, dal momento che potranno essere costituiti ITS solo se previsti dai “piani territoriali d’intervento” regionali. Per quanto riguarda le fonti di finanziamento, l’ art. 1, comma 875, della Finanziaria 2007 ha istituito il Fondo per l’istruzione e formazione tecnica superiore. C’è poi il fondo regionale, pari al 30% del finanziamento MPI, e i finanziamenti provenienti da altri soggetti pubblici e privati.

Sembra che cominci a prendere forma una nuova forma di istruzione e formazione post-secondaria. La speranza è che si sviluppi e si consolidi fino a costituire una valida alternativa all’università. E che questo contribuisca davvero alla diffusione della cultura scientifica e tecnologica nel nostro Paese. Se poi si raggiungesse una perfetta rispondenza tra l’offerta di percorsi formativi e le richieste del mercato del lavoro, in modo da ridurre al minimo il tasso di disoccupazione, sarebbe proprio il massimo. Ma per il momento aspettiamo di vedere cosa succederà alla fine di questo triennio di prova. L’appuntamento è per la fine del 2009. (Simona Abita, Sinergie srl)